Vermentino
Le origini sono piuttosto vaghe per questo vitigno, di cui abbiamo dati della sua presenza in Liguria fin dal 1300.
Nell’Ottocento uno dei più autorevoli studiosi in materia, Gallesio, lo descriveva così: “Il Vermentino era il vitigno prediletto nel Genovesato, godeva della reputazione più estesa fra le varietà coltivate da Ventimiglia a Sarzana grazie alla sua fecondità, precocità, dolcezza e la qualità del vino che produce formano un insieme di pregi difficili a trovarsi riuniti in un altro vitigno. Produce un vino asciutto, maturo e gentile che assomiglia ai vini del Reno in Germania”.
Le sue caratteristiche generali sono un bel colore giallo paglierino con note intense di frutta fresca (frutta esotica, pesca bianca, mela), di macchia mediterranea e di fiori di sambuco. Ha una bella struttura, una piacevole alcolicità supportata da una discreta freschezza e sapidità con il caratteristico finale dal fondo amarognolo. E’ un vino che dovrebbe essere bevuto entro i 2-3 anni dalla vendemmia.
Vermentino Riviera Ligure di Ponente
Presente minimo al 95% nelle aree collinari delle province di Savona e Imperia. Ha spesso profumi di frutta fresca, sentori boschivi e salvia. Molto spesso ben equilibrato tra morbidezza, sapidità e freschezza ed ha un’alcolicità media di 12°.
Il Vermentino viste le sue caratteristiche, di sapidità e freschezza, si sposa molto bene con la cucina ligure a base di pesce ed erbe aromatiche: antipasti di mare, frittate di bianchetti, trofie al pesto, pesci freschi al forno o al vapore, ravioli di pesce in brodo.
Secondo alcune fonti, l’Ormeasco sarebbe stato importato dai saraceni, insediatisi a Nava. Notizie certe sulla sua coltivazione si trovano nella storia dei Marchesi di Clavesana, Signori di Pornassio. Qui è nata la nuova DOC, datata 2003: “Ormeasco di Pornassio”. Sono previste le tipologie ‘superiore’, ‘passito’, passito liquoroso’, ‘Sciac-Trà’, che significa “schiacca e trai”, ed è un vino rosato perchè le uve pigiate sono lasciate macerare per un breve periodo sulle bucce, e poi eliminate, lasciando il solo mosto a terminare la fermentazione.
E’ un vino dal colore rosso rubino vivo; odore discretamente persistente, vinoso e caratteristico; sapore asciutto, gradevole, di medio corpo e con una caratteristica vena amarognola mischiata a note di ciliegia matura, mora e violetta.
Nella fase giovanile è un vino da tutto pasto; in piena maturazione è consigliato per gli arrosti e i formaggi stagionati. Quanto alla cucina tradizionale ligure, l’Ormeasco si abbina in modo egregio con tutti i piatti della gastronomia dell’entroterra e in modo particolare con le carni rosse e i formaggi d’alpe a media e lunga stagionatura. Ideale con agnolotti al sugo di carne, polenta con salsiccia. Viene servito ad una temperatura di 16°-17° C se giovane, 18°-19° C se superiore, mentre nella versione Sciac-Tra lo si serve intorno ai 12°.
Massimo Sacco, Chef sommelier.